Vino a tavola

Il vino a tavola

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Degustare il vino è un piacere, che va condiviso con amici e parenti, preferibilmente in buona salute e di buon umore. Mai meno di quattro per­sone a tavola, mai più di dodici.
Il locale in cui si degusta il vino deve essere luminoso ed esente da odori particolari. Il bicchiere deve essere del tipo adatto al vino. La temperatura alla quale il vino sprigiona meglio le sue caratteristiche dipende dal vino stesso: i bianchi si assaggiano attorno ai 12°C; temperature più basse fanno risaltare il sapore dolce, ma nascondono l’acidità, i rossi si servono a 15°C se giovani e a 18-20°C se invecchiati (vedi approfondimento sulle temperature di servizio dei vini). In generale le temperature alte esaltano i profumi ma anche i caratteri aspri.

Il cavatappi

Questo piccolo arnese riveste un’enorme importanza poiché i tappi delle bottiglie grandi si rivelano avversari coria­cei o, al contrario, troppo fragili. Scegliete un cavatappi a vite rotonda e larga, provvi­sto di un sistema che consenta di estrarre il tappo dolcemente.

Il tovagliolo e l’illuminazione

I tovaglioli colorati non sono adatti ad avvolgere le bot­tiglie di vino perché ne uccidono la “ve­ste”. Meglio l’antico tovagliolo bianco ben ghiacciato nel quale i vini si rifletteranno come su uno specchio o un laghetto. L’illuminazione dall’alto opprime il vino, quella dal basso consente invece un bel gioco di riflessi. Evitate l’illuminazione al neon e non abusate delle candele.

Precauzioni e procedimenti per raffreddare o riscaldare il vino

Per rinfrescare il vino non c’è niente di meglio di una buona cantina spalleggiata da una vecchia ghiacciaia. Il frigorifero ha l’inconveniente di funzionare a sbalzi. Bi­sogna vegliare perché non funzioni a una temperatura troppo bassa, ciò che avrebbe l’effetto di “rompere” il vino, incidente che si verifica a tre gradi sotto lo zero. Il secchiello del ghiaccio rimane ancora la formula più accettabile. Se ne può accelerare l’effetto gettandovi una manciata di sale, ma non è consigliabile.

Ambientare il vino (chambrer le vin) signi­fica portarlo più o meno alla temperatura della stanza da pranzo. Il vino deve essere portato alla temperatura ambiente delicatamente e, se non è troppo freddo, lasciate che si riscaldi nel vostro bicchiere, tra le palme della mano.
Non riscaldatelo mai a temperatura ambien­te immergendo la bottiglia nell’acqua calda avvicinandola a una sorgente di calore. Se avete fretta potete ricorrere a uno dei seguenti metodi:

  • Riempite una caraffa di acqua calda, agita­te per riscaldare il vetro, gettate l’acqua. Sciacquate la bottiglia col vino che deve es­sere servito. Decantate poi il resto della bottiglia.
  • Mettete la bottiglia a mollo nell’acqua calda per dieci o dodici secondi, avvolgetela quindi in una salvietta dove la terrete per cinque minuti circa. Parte del calore del vetro passa al vino e incomincia a sgranchirlo.

Il gusto di tappo

Lo si scopre annusando il tappo quando lo si estrae, gesto che deve diventare istintivo per l’amatore.

Come riempire il bicchiere

Un bicchiere non deve mai essere riempito fino all’orlo, ma nella misura giusta a seconda della varietà (leggi l’approfondimento sui bicchieri). Il vino ha bisogno di spazio per liberare il proprio aroma.
I sotto-bottiglia sono indispensabili.

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