Vini italiani

Vini toscani | Dai classici ai blend famosi e costosi

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vini toscani
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L’eccellenza della toscana vitivinicola parte da una storia millenaria.

La Toscana è una delle regioni italiane più importanti dal punto di vista vitivinicolo, dove la tradizione dei grandi vini toscani convive con l’innovazione di vini di nuova concezione: i Supertuscan.

Il paesaggio toscano, fatto di vigneti, ulivi e viali di cipressi che accompagnano fino ai borghi mediovali, sembra quasi un dipinto, un connubio di natura e mano dell’uomo che riescono a convivere e apportare l’uno nell’altro la bellezza senza prevalicarsi.

Breve storia della viticoltura toscana

Furono gli etruschi i primi che portarono la vite in Toscana, facendola arrampicare alle piante già presenti, come i lecci (vite maritata), ma non solo: inventarono gli allevamenti su sostegno, a spalliera, perfezionato poi da romani a filare, oggi il sistema più diffuso. Successivamente, con le invasioni barbariche, la vite rischiava di sparire; è solo grazie ai monaci, che all’interno delle mura dei conventi coltivavano la vite per le funzioni religiose, la salvaguardia del nostro patrimonio ampelografico.

Dopo la rovina e le desolazioni apportate dai Barbari, nel Medioevo iniziano a germogliare i frutti di una fioritura dell’arte romanica e gotica. Si sviluppano i commerci, il vino inizia ad essere esportato. Basti pensare che nel 1288 viene istituita l’Arte Fiorentina dei Vinattieri con lo scopo di regolamentare la compravendita del vino toscano e stabilire norme per le osterie.

Il Rinascimento è un altro periodo molto florido, inizia l’epopea dei Medici, che porta a un ulteriore sviluppo della viticoltura: si inizia a parlare di qualità del vino.

Il 24 settembre 1716, con il bando del Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici, vengono delimitati i confini dell’area geografica dove si poteva produrre il Chianti, una primissima testimonianza di disciplinare di produzione. Fino ad arrivare all’Ottocento, periodo di innovazione di produzione del Chianti moderno.

Vigne Casa Emma, Barberino Tavarnelle (Firenze)

Vini toscani storici

Quando parliamo di vini toscani di tradizione parliamo di Brunello, di Chianti, di Vernaccia…
Si parte sempre dal sangiovese, il vitigno per eccellenza della Toscana e il più coltivato in Toscana.

Di seguito i vini toscani “tradizionali”:

  • Chianti Classico DOCG (sangiovese 80%, ammessi altri vitigni a bacca nera max 20%) con le varie sottozone
    • Castellina in Chianti
    • Radda in Chianti
    • Gaiole in Chianti
    • Greve in Chianti
    • San Casciano in Val di Presa
    • Barbetino Val d’Elsa
    • Tavarnelle Val di Pesa
    • Castelnuovo Berardenga
    • Poggiobonsi
  • Chianti DOCG (sangiovese 70%, cabernet franc e cabernet sauvignon massimo 15%, altri vitigni a bacca bianca massimo 10%), con le sue sottozone:
    • Colli aretini
    • Colli fiorentini
    • Colli senesi (sangiovese 75% minimo)
    • Colline pisane
    • Montalbano
    • Montespertoli
    • Rùfina
  • Carmignano DOCG (sangiovese minimo 50%, canaiolo nero massimo 20%, cabernet franc e cabernet sauvignon 10-20%, trebbiano toscano e/o canaiolo bianco e/o malvasia del chianti max 10%, ammessi altri a bacca nera massimo 10%)
  • Brunello di Montalcino DOCG(sangiovese, localmente chiamato brunello)
  • Vino nobile di Montepulciano DOCG (sangiovese, prugnolo gentile, minimo 70%)
  • Vernaccia di San Gimignano DOCG (minimo 85%)
  • Montecucco sangiovese DOCG (sangiovese minimo 90%)

Vini toscani “innovativi”

Vini “innovativi” perché, insieme al sangiovese, si utilizzano vitigni internazionali. Parliamo di grandi blend toscani.

  • Morellino di Scansano DOCG (sangiovese minimo 85%)
  • Elba aleatico passito DOCG
  • Val di Cornia rosso DOCG (sangiovese minimo 40%, cabernet sauvignon e/o merlot massimo 60%, ammessi altri per un massimo del 20% ad esclusione dell’aleatico)
  • Suvereto DOCG
  • Bolgheri DOC (vini bianco, Vermentino, Sauvignon, rosato, rosso, rosso superiore)
  • Bolgheri Sassicaia DOC (unico caso in cui una DOC è detenuta da un’azienda, Tenuta San Guido, la cui produzione è consentita in una specifica zona del comune di Castagneto Carducci nella provincia di Livorno, prodotto con almeno l’80% di Cabernet Sauvignon)
  • Ansonica Costa dell’Argentario DOC
Cantina Antinori
Antinori nel Chianti Classico

Supertuscan

A Bolgheri l’ambiente pedoclimatico e i terreni sassosi, sono zone particolarmente adatte per la coltivazione del Cabernet Sauvignon. Il primissimo vino ottenuto da un vitigno internazionale in queste zone è stato il Sassicaia, seguito da Vigorello e Tignanello degli Antinori.
Il termine Supertuscan fu usato inizialmente dal giornalista e Master of Wine inglese Nicholas Belfrage verso la metà degli anni Ottanta, e poi ripreso dalla stampa anglosassone.

Vini Toscana costosi e famosi

Infine ecco 15 vini toscani tra i più costosi con indicato il prezzo di mercato per l’annata in corso:

  1. Soldera, Case Basse (prezzo di mercato 750 euro)
  2. Masseto (prezzo di mercato 700 euro)
  3. Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Riserva Biondi-Santi (prezzo di mercato 540 euro)
  4. Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie, il Marroneto (prezzo di mercato 350 euro)
  5. Brunello di Montalcino Vignavecchia San Polo (prezzo di mercato 320 euro)
  6. Il Caberlot (prezzo di mercato 300 euro)
  7. Solaia (prezzo di mercato 300 euro)
  8. Massetino, Masseto (prezzo di mercato 290 euro)
  9. Brunello di Montalicino Riserva, Poggio di Sotto (prezzo di mercato 260 euro)
  10. L’Apparita, Castello di Ama (prezzo di mercato 250 euro)
  11. Bolgheri Sassicaia, Tenuta San Guido (prezzo di mercato 245 euro)
  12. Chianti Classico Gran Selezione, Querciabella (prezzo di mercato 230 euro)
  13. Orcia Petrucci Melo, Podere Forte (prezzo di mercato 210 euro)
  14. FSM, Castello Vicchiomaggio (prezzo di mercato 200 euro)
  15. Bolgheri Superiore Ornellaia (prezzo di mercato 210 euro)

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